Occupazione o appropriazione del suolo pubblico: al Borgo scacciaventi è protesta. I residenti del centro storico "in rivolta" contro la decisone che regola l'occupazione di suolo pubblico dopo l’ennesimo caso di quello che sembra una vera e propria appropriazione indebita.
I residenti del centro storico di Cava de’Tirreni – attraverso una nota anonima, qui pubblicata integralmente - esprimono un giudizio "fortemente critico" sulla concessione data ad un locale di inibire l’accesso ai porticati e di sopraelevarsi alla pavimentazione con una struttura indegna del luogo.
“I residenti respingono l'impianto stesso del provvedimento, poiché restringe fortemente fin quasi ad azzerare, nella fruizione del suolo pubblico, la difesa dell'interesse generale rispetto a quello privato e di categoria: la categoria privilegiata è quella dei ristoratori. A loro, nei fatti, l'assessore consegna il suolo pubblico del centro storico della città”, così uno degli intervistati «dobbiamo sopportare di tutto, rumori, rifiuti, schiamazzi, liti per tornare a casa con la macchina, insulti, ma addirittura privarci i porticati no è troppo» continua l’intervistato che preferisce restare anonimo. L'amministrazione - trasformando di fatto la 'concessione' in mera 'autorizzazione' di un diritto dato per acquisito - rinuncia al suo diritto/dovere di valutare e difendere l'interesse generale prima di concedere, appunto, il diritto di occupare il territorio comune ai somministratori di qualsivoglia cibo e bevande.
La tutela di molta parte della città storica, si garantisce, prevedendo per la concessione il parere obbligatorio dell'Ufficio del Comune e della Soprintendenza ai beni culturali per le aree e gli edifici vincolati.
L'inquinamento ambientale e acustico, la salute, il sonno, la sicurezza, la mobilità dei cittadini (figuriamoci dei diversamente abili) e dei mezzi di soccorso non sembrano preoccupare il legislatore: vengono violati il codice della strada, il Piano generale del traffico urbano, manca una tutela specifica rispetto alle Osp per le isole pedonali, si autorizzano i tavolini a occupare anche gli stalli per le auto ed i porticati, non si vietano oggetti pubblicitari invasivi esterni ai locali. I residenti (rappresentati da questa nota, ndr) propongono: "che torni a prevalere l'interesse generale rispetto a quello privato e di categoria; norme specifiche per la città storica (problemi diversi vogliono regole e soluzioni diverse); nessuna deroga né sanatoria possibili; canone adeguato e differenziato tra centro e periferia; controlli: creazione di 'ausiliari' per le Osp sul modello di quelli del traffico per aiutare i vigili urbani; sanzioni definite e adeguate, dissuasive di ogni irregolarità; iter sanzionatorio veloce, che arrivi rapidamente alla rimozione dei tavoli, alla chiusura temporanea fino al ritiro della concessione nei casi di reiterato abuso; scomparsa della figura del gestore nelle concessioni di Osp; divieto assoluto di apporre o esporre sulle soglie o fuori dai locali o negozi merce, arredi, manichini, trespoli per menu, oggetti pubblicitari, cibi crudi o cucinati, che oltre a fare scempio di ogni decoro costituiscono di fatto anch'essi occupazione di suolo pubblico; divieto assoluto di apporre diffusori sonori come parte dell'arredamento delle Osp, la legge attuale lo proibisce; garanzia per la mobilità di pedoni, passeggini dei bambini, diversamente abili, mezzi di soccorso; protezione delle isole pedonali e degli stalli per le auto".
Nota anonima