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Sogno Cavese: contribuiamo in massa a salvare la squadra

In merito agli ultimi, drammatici, avvenimenti inerenti la S.S. Cavese 1919 srl, il gruppo di lavoro della costituenda associazione “Sogno Cavese” precisa quanto segue.
Tra gli scopi sociali da perseguire, l’associazione si propone di sostenere il club - attraverso una continua e paritaria interlocuzione - e di favorirne la crescita, mediante una costante sollecitazione alla trasparenza, all’informazione sulle attività sportive e sulla gestione aziendale ed al rispetto della tradizione storica e sportiva della S.S. Cavese 1919 srl e della dignità della sua tifoseria.
L’esigenza di perseguire tali obiettivi si palesa oggi più forte che mai alla luce degli ultimi, a un tempo, drammatici e straordinari avvenimenti.
La vecchia dirigenza - che, a scanso di equivoci, sarà sempre ringraziata per le gioie di questi anni - non ha mai brillato, invero, quanto a trasparenza ed informazione sulle attività sportive e sulla gestione aziendale.
L’evoluzione delle trattative seguite alla formale consegna del titolo sportivo al primo cittadino -con il poco chiaro balletto di cifre circa la situazione debitoria, con annessa “sopravvenienza” degli arretrati con i calciatori - ha disvelato la drammaticità della situazione, dando consistenza a quelle che, si sperava, fossero solo non buone impressioni, magari frutto di “naturali” pettegolezzi.
In sostanza -senza la cocciutaggine di pochi volenterosi, vere e proprie “sentinelle” della tradizione storica e sportiva della S.S. Cavese 1919 srl - ci saremmo già trovati con il club in tribunale, senza
emettere un fiato. Falliti.
Senza saperlo, anzi, sapendolo a fattaccio avvenuto.
Poi, a seguito della concitata riunione di venerdì 18 giugno, il sindaco - che ringraziamo, unitamente all’assessore Adinolfi ed a tutta la giunta per il grande impegno profuso - ha lanciato l’operazione “Salviamo la Cavese”, per raccogliere tra la cittadinanza la somma residua al fine di contribuire a ripianare i debiti contratti dalla vecchia dirigenza.
Fuor di metafora, razionalmente - pur nell’apprezzamento dello spirito dell’operazione - non riteniamo giusto che ancora una volta a “pagare” (sempre fuor di metafora) siano proprio i tifosi -già esclusi da ogni processo determinativo - con la conseguenza dell’accollo, sia pur pro quota parte, delle passività. 
Sempre razionalmente, non possiamo dimenticare che Cava ha ben altri problemi, sicuramente più importanti della squadra di calcio e che se è vero che la crisi economica ha colpito l’azienda del patron, è altrettanto vero che, prima di tutto, ne ha colpito i lavoratori dipendenti.
Irrazionalmente, tuttavia, non possiamo dimenticare quel sussulto di dignità che ha finalmente scosso una tifoseria, anzi, un popolo, all’Assemblea del 18 giugno.
Quel sussulto di dignità che - come un lunga scossa ininterrotta - sta continuando con i generosi versamenti di questi giorni, nonostante la crisi economica ed il poco tempo a disposizione e che trova la sua meravigliosa fotografia nella bimba che rompe il salvadanaio e fa il suo pagamento.
In questi giorni ci siamo convinti, se mai ne avessimo dubitato, che la Cavese è molto più che una squadra di calcio: è sangue, è storia, è radicamento, è legame tramandato di generazione in generazione.
In questi giorni, tutti noi cavajuoli, a partire dal primo cittadino, ci siamo conquistati una speranza di riscatto. 
Irrazionalmente e razionalmente, dunque, non potevamo tirarci indietro, fin dall’inizio.
E abbiamo dato il nostro contributo, invitando tutti a fare altrettanto.
CONTRIBUIAMO IN MASSA A SALVARE LA CAVESE.
Tuttavia, l’orgoglio e la generosità di questi giorni, devono rappresentare l’inizio di un coinvolgimento attivo della comunità tutta nella vita della S.S. Cavese 1919 srl.
Per questo, chiediamo che il ricavato di quanto raccolto vada a costituire una quota azionaria simbolica detenuta dal Comune di Cava de’Tirreni all’interno della nuova compagine societaria e che il primo cittadino sieda all’interno del Consiglio di amministrazione, in nome e per conto della città di Cava de’Tirreni.
Tanta generosità non può e non deve andare dispersa.
Ma che non si verifichino mai più situazioni del genere.
Mai più fallimenti, retrocessioni, illeciti. Vogliamo vincere e, se sarà giusto, anche perdere, sul campo. Con i tifosi “cittadini”, con diritti e doveri e non più sudditi del mondo del calcio.
Anche per questo, motivata più di prima, “Sogno Cavese” va avanti e comunica che l’assemblea costituente si terrà il 02 luglio 2010.
Con una Cavese in Prima divisione. In testa.
Con gli avversari a testa in giù.
La vittoria ci sorride.
Oggi e sempre la Cavese dentro al cuor.
 
Il gruppo di lavoro di “Sogno Cavese”
Foto "90 anni di storia"
22/06/10 commenti (0)

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