Da lunedì mi metto a dieta!
“Devo fare un altro buco e allargare la cintura”… attenzione alla sindrome metabolica!

Molto spesso per strada, al bar, a casa di parenti ed amici, in ufficio o al supermercato ci fermiamo a parlare con altre persone e c’è un argomento che vince su tutti: il cibo.
“Questo non lo posso mangiare” o “Da domani sono a dieta” o “Questo fa ingrassare” sono le frasi più comuni che sentiamo pronunciare.
E non è raro che a queste frasi venga aggiunto: ho la glicemia un po’ alta oppure la pressione arteriosa un po’ alta oppure ancora devo allargare la mia cintura e fare un altro buco.
E allora, cosa succede? Come mai soprattutto dopo aver superato l’età di 50-60 anni iniziano a sorgere queste difficoltà?
Probabilmente si tratta della cosiddetta sindrome metabolica!

La sindrome metabolica è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di almeno 3 delle seguenti anomalie:
- circonferenza vita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne;
- trigliceridi a digiuno maggiori a 150 mg/dL;
- glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dL;
- pressione arteriosa superiore a 130/85 mm/Hg;
- colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl per gli uomini e inferiore a 50 mg/dL per le donne.

C’è da specificare un dato importante: un soggetto che presenta queste anomalie non può essere dichiarato come affetto da diabete o ipertrigliceridemia o ipertensione poiché per tali diagnosi i valori di questi parametri devono essere più elevati (diabete: glicemia a digiuno superiore a mg/dL 126mg/dL, ipertrigliceridemia: trigliceridi superiori a 170mg/dL, ipertensione: pressione arteriosa superiore a 140/90 mm/Hg).

Ora vi chiederete: beh, allora se non si tratta di diabete, ipertensione o ipertrigliceridemia, di cosa si tratta?
Il fatto è che queste anomalie (almeno 3 associate) sono veri e propri fattori di rischio, vale a dire che aumentano la probabilità di sviluppare tutte le patologie sopra elencate, oltre alle malattie cardiovascolari, renali e del fegato (qui i link dove abbiamo trattato malattie cardiovascolari http://www.cavareporter.it/articolo.aspx?idarticolo=838, e malattie renali http://www.cavareporter.it/articolo.aspx?idarticolo=207).

Un altro dato interessante sul quale riflettere è il seguente: sapete cosa accomuna i soggetti affetti da tale sindrome?
La circonferenza addominale!
Infatti, l’aumento della circonferenza vita è l’anomalia che manda in tilt il nostro corpo in quanto non consente di produrre ed utilizzare nella maniera più adeguata l’ ormone insulina (si parla dunque di insulinoresistenza, una condizione in cui l’insulina non riesce ad essere utilizzata dal nostro corpo, quindi il pancreas ne produce in misura maggiore creando un effetto “accumulo”).

A questo punto bisogna puntare su una strategia infallibile: prevenire l’accumulo di grasso addominale e l’aumento di peso corporeo!
Infatti, tenere il peso corporeo sotto controllo e soprattutto avere una circonferenza vita inferiore a 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne ci consente di abbattere la probabilità che si sviluppi tale sindrome con tutti i rischi annessi e connessi.

Inoltre diversi studi hanno dimostrato che avere uno stile di vita attivo riduce in maniera esponenziale il rischio di sviluppare questa sindrome. Basta camminare a passo svelto per 30-40 minuti al giorno per avere effetti benefici. Ovviamente in un mondo in cui la tecnologia ha preso il sopravvento bisogna ridurre tutti gli stimoli passivi e le attività sedentarie come stare seduti molto tempo a guardare la TV o utilizzare il computer o utilizzare l’auto anche per percorrere 100 metri!
Anche salire le scale o portare più spesso il nostro amico a quattro zampe al parco può essere una strategia vincente! Per approfondimenti http://www.cavareporter.it/articolo.aspx?idarticolo=212.

Per la terapia il discorso è un po’ più complesso. Molto spesso le persone si trascurano, tendono a dare priorità ad altro e ad altri e sempre meno alla cura di se stessi.
Non è raro che ci arrivino allo studio persone che hanno una condizione di obesità di grado elevato unita ad anomalie della glicemia e di tutti gli altri parametri che caratterizzano la sindrome metabolica.
In questo caso oltre alla riduzione del peso corporeo attraverso un percorso psiconutrizionale personalizzato bisogna puntare alla normalizzazione di tutti i parametri alterati.

Di seguito alcune strategie alimentari e comportamentali utili a tutto ciò:

  • Per la glicemia: monitorare con regolarità il proprio peso corporeo e verificare che il proprio Indice di massa corporea sia compreso tra 18,5 e 25 Kg/m2 (Es. peso kg 75 diviso altezza m 1,75 diviso altezza m 1,75); avere una circonferenza vita al di sotto di 102 cm per gli uomini e di 88 cm per le donne; svolgere uno stile di vita attivo; preferire i cereali integrali come pasta, riso e pane integrali rispetto a quelli bianchi raffinati; aumentare il consumo di alimenti ricchi in fibra come legumi, verdure, frutta e cereali integrali; ridurre il consumo di zucchero, bevande zuccherate, merendine e dolci industriali; ridurre il quantitativo totale di grassi e di alcool; distribuire le chilocalorie con 4-5 piccoli pasti durante tutta la giornata evitando le abbuffate;
  • Per i trigliceridi: oltre a monitorare il peso corporeo e a svolgere uno stile di vita attivo bisogna sapere che l’utilizzo di alcool e l’eccesso di zuccheri semplici aumenta il rischio di sviluppare anomalie di questo parametro. Pertanto: ridurre il consumo di vino, birra, superalcolici, aperitivi e possibilmente educarsi a ridurre il consumo di zucchero da tavola, prodotti dolciari industriali e tutti i prodotti ad elevato contenuto di zuccheri;
  • Per la pressione arteriosa: educarsi a ridurre l’utilizzo di sale da tavola aggiunto sulle pietanze e sostituire quest'ultimo con le spezie più disparate; privilegiare i cibi ricchi di potassio e magnesio come legumi, cereali, frutta fresca e verdure; porre attenzione agli alimenti che naturalmente contengono molto sodio come i dadi da brodo, formaggi stagionati, salumi e insaccati, cibi e salse già pronte, cibi dei fast-food, alimenti conservati sotto sale e alcuni tipi di pane; ridurre l'utilizzo di liquirizia, alcool e caffè; non fumare; utilizzare l'olio extra vergine di oliva al posto di burro e grassi animali; svolgere uno stile di vita attivo che comprenda anche lunghe passeggiate.

Cari lettori, in un periodo particolare in cui sembra non avere più certezze, nemmeno delle cose che ci circondano e che fino a poco tempo fa erano i pilastri della nostra vita, non perdiamo la bussola: ripartiamo da noi, dalle nostre capacità, dal nostro magnifico spirito di sopravvivenza, dalle nostre reali esigenze e dalla sicurezza che la cura di noi stessi ed il nostro benessere mentale e fisico devono essere il fulcro della nostra vita!
Al prossimo appuntamento!

Dott. Mario Russo, Dietista - Esperto in Alimentazione, Dietetica, Educazione Alimentare e Nutrizione;
Formazione specifica nel trattamento dell’obesità, dei disturbi alimentari e dell’immagine corporea; 
Presidente ADEPO – Associazione di Dietetica E Psicologia per l’Obesità e il sovrappeso.   
Dott.ssa Viviana Valtucci, Dietista e Nutrizionista - Esperta in Alimentazione, Dietetica, Educazione Alimentare e Laureata in Nutrizione Umana; 
Formazione specifica nel trattamento dell’obesità, dei disturbi alimentari e dell’immagine corporea;
Vicepresidente ADEPO – Associazione di Dietetica E Psicologia per l’Obesità e il sovrappeso. 

E-mail: dieteticaesalute@hotmail.it  
Pagina Facebook: Dietetica e Salute  

“Gli articoli possono essere riprodotti parzialmente o interamente soltanto previa autorizzazione degli autori e con obbligatoria citazione bibliografica, riportando la fonte giornalistica con il nome della testata, il nome degli autori e la data di pubblicazione". Legge vigente sui diritti d'autore n.633 del 22 Aprile 1941. 
Fonte foto: mediaging.wordpress.com 

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2015-10-30 11:25:54