i fatti di Cava
Intitolato il largo della Piccola Lourdes a don Salvatore e don Francesco Maria Polverino

“Un giusto riconoscimento, nel giorno della nascita di don Salvatore, per chi ha dato tanto in carità”. Così, Daniele Fasano, in occasione dell’intitolazione del “Largo don Salvatore e don Francesco Maria Polverino” alla Piccola Lourdes di Cava de’ Tirreni voluto da un comitato d’onore composto dal suo ideatore, il grand’ufficiale Salvatore Fasano, dal dottor Daniele Fasano, dal colonnello Carlo De Martino, da monsignor Osvaldo Masullo, da don Rosario Sessa, da Beatrice Sparano, da Francobruno Vitolo, dalla curia arcivescovile e dalle massime autorità ecclesiastiche e civili del territorio. 

In tanti hanno partecipato alla cerimonia. In particolare erano presenti monsignor Orazio Soricelli, arcivescovo dell’arcidiocesi di Amalfi-Cava, don Raffaele Castiglione superiore generale emerito, don Claudio De Caro provinciale per l’Italia, il sindaco metelliano Vincenzo Servalli, il comandante della tenenza dei Carabinieri di Cava de’ Tirreni, la Marina militare, la Polizia Locale, l’Unitalsi ed i pronipoti di don Salvatore. 

“Nella stesura del libro sulla toponomastica – aggiunge Daniele Fasano - ho chiesto a papà di don Salvatore e, in quel momento, nei suoi occhi ho visto una profonda devozione perché don Salvatore Polverino aveva lasciato un segno in lui”. “Oggi ho coronato un sogno – chiarisce Salvatore Fasano –. Ora però vorrei riportare in Italia i resti di due caduti che riposano nel Sacrario militare italiano di El Alamein in Egitto. Uno dei due è uno zio del colonnello Giuseppe Ferrara”.

“Oggi facciamo memoria di don Salvatore e don Francesco Maria Polverino – sottolinea don Rosario Sessa, rettore della Piccola Lourdes -. Chiedo, ufficialmente, a monsignor Soricelli, se possibile, di aprire un capitolo per portare i due fratelli all’attenzione della chiesa per una causa di beatificazione. Ci sono già tanti testimoni storici che ne hanno ottenuto benefici. Sono due sante persone”. Quindi, la benedizione delle “pietre viventi”, quanti si sono adoperati per la Piccola Lourdes. “I fratelli Polverino – annota monsignor Soricelli - hanno vissuto per anni all’Annunziata ed hanno lasciato un alone indelebile di spiritualità. Ci auguriamo che questo luogo sia sempre un’oasi di pace mariana dove i pellegrini possano avere la protezione della Madonna”. Commozione tra i presenti. “Ho conosciuto personalmente sia don Salvatore che don Ciccio – rivela don Raffaele Castiglione -. Dopo il beato fondatore don Giustino Fortunato, don Salvatore Polverino è stato il primo prete vocazionista. Lui stesso mi predisse che sarei diventato padre generale”. “Salvatore Fasano – evidenzia il sindaco Vincenzo Servalli – è il nostro maestro che ha voluto quest’iniziativa nel solco della memoria e del ricordo di due persone che hanno seminato amore e pace. E’ un riconoscimento doveroso, sentito e sincero”. “La mia vocazione sacerdotale è nata qui – conclude don Rosario -. Insieme ad un gruppo di giovani salernitani ne ho raccolto l’eredità spirituale. Ci sarà sempre bisogno della carità del cuore. I due fratelli sono stati anche ispiratori della Comunità Casa Nazareth. Le spoglie mortali di don Ciccio e don Salvatore riposano in una cappellina di una casa d’accoglienza”. Infine, a due passi dalla grotta, lo scoprimento delle targhe e la distribuzione, ai presenti, dei fazzoletti realizzati dai ragazzi di villa Alba in collaborazione con l’Unitalsi. 

L’addetto stampa
Lara Adinolfi

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2015-10-30 11:25:54